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I documenti fondamentali del catasto conservati in Archivio di Stato di Viterbo sono le mappe.

Ogni territorio comunale è suddiviso in varie zone, chiamate sezioni, ogni sezione è costituita da fogli numerati secondo un quadro d’unione e da un quadro aritmografico per la ricerca dei mappali. Le mappe sono rilevate in scala 1:2000, mentre i centri urbani sono riportati in scala 1:1000, le mappette: 1:4000 e 1:8000, rappresentano in un unico foglio un intera sezione.

Sulle mappe planimetricamente, sono rappresentate le particelle catastali o mappali, indicate con un numero dal quale si puo’ risalire tramite il registro Matrice al proprietario e al tipo di terreno o di fabbricato, alla superficie e all’estimo. Oltre alle particelle catastali sono rappresentate, distinte graficamente e con colori diversi: le strade: corriere, provinciali, comunali e vicinali, distinte con una linea punteggiata, mentre le strade private con una linea tratteggiata e tutte colorate in giallo;  i fiumi i laghi e i fossati in celeste; gli orti in verde e gli edifici in rosso. Gli edifici pubblici le chiese ed i conventi, a loro volta sono indicati con una lettera seguita da un punto.  

Per quanto riguarda la parte descrittiva troviamo tutta una serie di registri che ad un primo approccio possono sembrare un complesso di documenti non collegati fra loro e da considerare separatamente. Ma non è così in quanto ogni registro ed ogni sua parte forma un complesso organico in cui ogni documento è connesso all’altro come i tasselli di un mosaico.

Il primo registro da prendere in considerazione è la Matrice, (ogni comune ne possiede una o più di una a seconda l’estensione del suo territorio) nel quale troviamo i valori tariffali di ciascun mappale e fu attivato nel 1859 con la revisione degli estimi. Questo registro (partitario-alfabetico) contiene in ordine progressivo tutte le particelle catastali relative al comune. Ogni particella fa riferimento ad un numero di partita che corrisponde ad una ditta censuaria, dove oltre al nome del proprietario troviamo, a fianco del mappale, la contrada o il vocabolo, il tipo di coltivazione, la superficie(in tavole e centesimi), l’estimo (in scudi e bajocchi) e l’indice delle classifiche e delle servitù di pascolo. A fianco dell’intestatario della ditta catastale, è riportato un altro numero che corrisponde ad una nuova partita dei registri trasporti. 

Dopo la matrice troviamo i registri dei trasporti o partitari, distinti per comune in rustici e urbani. Sono ordinati per numero progressivo di partita, e ad ognuna corrisponde una ditta intestataria in cui troviamo tutti i numeri di mappa posseduti dal soggetto titolare della ditta, e alla quale si accede, come gia detto, dal trasporto della matrice. Questi registri internamente sono divisi in due parti: sulla pagina di sinistra troviamo il carico (la consistenza patrimoniale ), mentre su quella di destra lo scarico ( i mappali che la ditta cede). Sul carico del registro troviamo il numero della partita e l’intestazione della ditta intestataria dei beni, sotto di questa i numeri delle particelle con le relative superfici ed estimo, mentre di fianco troviamo il numero della partita di provenienza e i dati dell’atto o dei provvedimenti che hanno determinato questi possessi. Sul foglio destro, lo scarico, troviamo con i dati della voltura, le particelle con superficie ed estimo, che la ditta cede, seguite dal numero del trasporto della nuova ditta che acquisisce questi beni con tutti i riferimenti dell’atto che ne ha stabilito il passaggio.

Oltre ai registri partitari troviamo tutta la serie (sempre per comune) della revisione degli estimi aggiornati al 1925. L’ordine delle intestazioni è alfabetico, e sotto il nome della ditta sono raggruppate le particelle catastali con i relativi estimi aggiornati. Infine per un pronto reperimento delle ditte patrimoniali troviamo i registri delle matricole possessori, ove sono riportate in ordine alfabetico le ditte intestatarie con il riferimento dei numeri delle partite.   

Tutta questa documentazione dunque, costituisce una fonte interessantissima fondamentale per la conoscenza del territorio e del patrimonio culturale; l'Archivio di Stato, con cura e oculatezza, ha provveduto nel tempo a riprodurla digitalmente in una parte assai consistente che comprende tutte le mappe e le matrici, affidando alla società I.S.S. srl (oggi confluita nel Gruppo Maggioli) il compito di fornire un software di consultazione e gestione dei collegamenti tra le diverse immagini.

Il software, che richiede la presenza di Java nel proprio computer, si chiama Seshat come la dea della scrittura nell'antico Egitto, è disponibile per tutti gli utenti ed è scaricabile dal link in fondo alla pagina.  

Poiché Seshat è dotato di molteplici funzionalità, presenta qualche difficoltà nell'uso e presuppone una certa abilità e competenza tecnica:

per questo - oltre al supporto fornito dalle istruzioni - si è ritenuto opportuno consentire anche una ricerca più tradizionale, sequenziale, tra le mappe ed i registri accorpati per comuni elencati alfabeticamente, raggiungibile qui.   

(In caso di errori o di collegamenti mancanti con le immagini si prega di volerlo segnalare via email

Applicativo catasto

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